Gola

Il nodo in gola che non se ne va: quanto c'entra davvero il reflusso

Francesca Mannini 6 min di lettura
Il nodo in gola che non se ne va: quanto c'entra davvero il reflusso

In breve: la sensazione di una palla o di un nodo in gola che torna, senza vera difficoltà a deglutire, ha un nome clinico: globo faringeo. Rome IV lo classifica come disturbo A4 e riporta una prevalenza nell'arco della vita tra il 22,5% e il 45%. È considerato benigno e ha decorso fluttuante. Resta una diagnosi di esclusione: si arriva a chiamarlo globo solo dopo che un medico ha escluso il resto, e il reflusso, la prima ipotesi di quasi tutti, resta un'ipotesi.

Prima di tutto: quali segnali vogliono un medico adesso

Questa parte apre l'articolo perché viene prima di ogni altra cosa scritta qui sotto. Il globo faringeo è una diagnosi di esclusione: esiste solo dopo che qualcuno con un camice ha guardato ed escluso il resto. Il percorso standard passa da otorinolaringoiatra e gastroenterologo, con laringoscopia e spesso gastroscopia (Zerbib et al., ESNM/ANMS 2020).

Alcuni segnali chiedono una visita subito, senza aspettare che passi:

Questi sono i segnali che fanno pensare a un tumore della testa e del collo. Averne uno vuol dire una cosa sola: il posto dove si risolve la domanda è un ambulatorio, oggi, e non una pagina web. Anche questa.

Che cos'è il globo faringeo

Il globo faringeo è la sensazione persistente di un corpo estraneo, un nodo o una palla in gola, in assenza di vera difficoltà a deglutire e di dolore nel deglutire. È classificato tra i disturbi esofagei funzionali nella categoria A4 di Rome IV, il sistema che i gastroenterologi usano per definire questi quadri (Aziz et al., Gastroenterology 2016).

Due cose che dice il criterio, e che quasi nessuno ti dice in ambulatorio:

"Bolo isterico" è il vecchio nome della stessa cosa. È rimasto nei motori di ricerca e in qualche referto, e si porta dietro un aggettivo che c'entra poco con quello che senti.

Quanto dura il bolo isterico?

Un numero non esiste. Rome IV descrive il globo come un sintomo a decorso fluttuante: mesi in cui c'è, settimane in cui sparisce, poi torna senza preavviso. Chiunque ti dia una durata precisa, tre settimane, due mesi, la sta inventando: il dato non c'è.

La domanda utile è un'altra. Se dura da mesi e nessun medico l'ha ancora guardato in gola, il primo passo resta quello: la durata da sola dice poco, l'esclusione dice tutto. Se invece l'hanno già guardata e hanno trovato una gola sana, quella durata smette di essere un allarme e diventa un'informazione: sei dentro il decorso tipico di una cosa comune e benigna.

Perché il reflusso è la prima risposta di tutti

È la spiegazione che circola di più. È quella che ti dà il vicino di casa, ed è spesso la prima ipotesi che entra nella testa anche prima della visita.

Ecco il punto onesto: del globo faringeo non è stata stabilita nessuna causa. Lo dicono Rome IV e il Merck Manual con parole loro. Il reflusso resta tra le ipotesi studiate, ed è uno dei motivi per cui il percorso diagnostico include spesso la gastroscopia, ma la prova che sia la causa del globo manca. Quando leggi "è reflusso" scritto con sicurezza da qualcuno che non ti ha mai visitato, stai leggendo una scommessa vestita da spiegazione.

Il modo giusto di usare questa informazione: la parola "reflusso" la mette un medico dopo aver guardato, e da lì parte una terapia. Se te la sei messa da solo e vai avanti a gastroprotettori comprati in farmacia da sei mesi, hai saltato il passaggio che conta.

E se gli esami tornano tutti negativi?

Succede spesso. Laringoscopia pulita. Gastroscopia pulita. Tiroide a posto. Esci con un foglio in mano che dice che stai bene, e la palla in gola è ancora lì mentre attraversi il parcheggio.

A quel punto comincia il giro. L'otorino ti manda dal gastroenterologo. Il gastroenterologo dice che di sua competenza trova una gola sana e che forse è stress. Al terzo referto negativo qualcuno pronuncia la frase: "non ha niente". E tu esci con la sensazione precisa che non ti abbiano creduto, che è un'altra cosa dall'essere rassicurato.

Quel referto negativo, però, ha fatto un lavoro. Ha escluso le cose che dovevano essere escluse. È il motivo per cui adesso quella sensazione può avere un nome, globo, invece di restare un punto interrogativo. Cosa succede quando gli esami dicono che stai bene e tu stai male lo stesso è una condizione talmente frequente da avere una letteratura sua.

La cosa che nessuno ti chiede: torna sempre uguale?

In ambulatorio si parla di intensità, durata, frequenza. Manca la domanda che chi ci vive dentro sa già.

Prova a guardare gli ultimi trenta giorni, e segna l'ora e il posto ogni volta che arriva. Molte persone, messe davanti alla domanda, si accorgono che il loro nodo in gola segue uno schema. Torna nello stesso punto, sempre quello, lo indicheresti col dito senza pensarci. Torna alla stessa ora, la sera alle nove, quando ti siedi. Torna nella stessa scena: in macchina prima di entrare al lavoro, durante certe telefonate, mai in vacanza.

La ripetizione identica di qualcosa è un dato, come la temperatura. Da sola non spiega niente, e diagnosi non è. Ma è l'unica informazione su questa faccenda che possiedi tu e che il referto non possiede, e vale la pena scriverla, perché nessuno lo farà al posto tuo. Vale per la gola come per le spalle che non scendono mai o per il risveglio sempre alla stessa ora.

Cosa c'entra il lavoro che faccio io

Poco, e lo dico prima che lo chieda qualcun altro. Quello che faccio è un lavoro di conoscenza di sé, accanto al medico e mai al posto suo: le dinamiche cristallizzate si osservano. Sul tuo nodo in gola non prometto niente, perché su questo cerco ancora anch'io.

I limiti di questo articolo

Qui dentro c'è un inquadramento. La diagnosi la fa il medico: non ti ho visitato e non sono medico, la gola te la guarda un otorinolaringoiatra, l'esofago un gastroenterologo, e nessun testo può sostituire quel passaggio.

Le prove su questo tema sono scarse, e vale la pena sapere quanto. Del globo faringeo si conosce la prevalenza e il decorso; della causa, niente di stabilito. Sul versante degli approcci psicologici, Rome IV scrive che studi controllati di terapia comportamentale sul globo non sono disponibili. Sull'ipnosi in particolare, l'unico lavoro pubblicato (Kiebles et al., 2010) è una serie di casi in aperto, senza gruppo di controllo, dove la pressione dello sfintere esofageo superiore restava invariata. Le prove forti su altri organi, l'intestino per esempio, riguardano l'intestino: trasferirle alla gola sarebbe disonesto. Cosa dice la ricerca sull'ipnosi, dove è solida e dove tace, l'ho scritto qui: l'ipnosi funziona? cosa dicono gli studi.

Chi ti promette di togliertelo sta promettendo una cosa che nessuno ha ancora misurato, e questo vale sia per chi lo fa con l'ipnosi, sia per chi lo fa con un integratore.

La cosa vera che si può dire è più piccola e più solida di una promessa: quella sensazione ha un nome, ce l'hanno moltissime persone, va e viene, e quando i medici hanno escluso il resto resta una cosa benigna.

Domande frequenti

Il nodo in gola che non passa è pericoloso?
Di per sé no: il globo faringeo è considerato benigno e ha una prevalenza nell'arco della vita tra il 22,5% e il 45% (Rome IV). Ma è una diagnosi di esclusione, quindi vale solo dopo la visita. Alcuni segnali chiedono un medico subito: difficoltà vera a deglutire con il cibo che si ferma, dolore nel deglutire, calo di peso involontario, raucedine oltre 3 settimane, una massa palpabile al collo, sintomo su un lato solo, età sopra i 50 anni, fumo o alcol.
Quanto dura il bolo isterico?
Una durata definita non esiste. Rome IV descrive il globo come un sintomo a decorso fluttuante: sparisce per settimane e torna senza preavviso, anche per mesi. Chi indica una durata precisa la sta inventando: il dato non c'è. Se dura da mesi e nessun medico l'ha ancora guardato, quello resta il primo passo.
Come faccio a capire se il mio nodo in gola è reflusso?
Da solo non puoi, e nemmeno un articolo può. Del globo faringeo non è stata stabilita nessuna causa (Rome IV, Merck Manual): il reflusso è tra le ipotesi studiate, ed è uno dei motivi per cui il percorso diagnostico include spesso la gastroscopia. La parola 'reflusso' la mette un gastroenterologo dopo aver guardato, e da lì parte una terapia.
Ho fatto laringoscopia e gastroscopia e sono negative. E adesso?
Quei referti hanno fatto il lavoro che dovevano fare: hanno escluso le cose gravi. È esattamente il passaggio che permette di chiamare globo faringeo quella sensazione, invece di lasciarla un punto interrogativo. Da lì l'informazione più utile la possiedi tu: osservare se torna sempre uguale, nello stesso punto, alla stessa ora, nella stessa situazione.
Esistono studi sull'ipnosi e il nodo in gola?
Praticamente no, ed è giusto saperlo prima di decidere qualunque cosa. Rome IV scrive che studi controllati di terapia comportamentale sul globo non sono disponibili. Sull'ipnosi l'unico lavoro pubblicato (Kiebles 2010) è una serie di casi senza gruppo di controllo, dove la pressione dello sfintere esofageo superiore restava invariata. Le prove esistenti su altri organi, come l'intestino, riguardano l'intestino.

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